Il corso congiunto Spallanzani–Aeronautica Militare conferma ciò che nel settore sappiamo da anni: la preparedness non è un’opzione.
Hantavirus in Europa. Ebola da virus Bundibugyo tra Repubblica Democratica del Congo e Uganda (ultim’ora: ieri è arrivato il primo caso in Europa). Negli ultimi mesi il quadro epidemiologico globale ha inviato segnali chiari: le infezioni ad alto rischio biologico non appartengono più a scenari lontani o puramente teorici. Bussano alle porte dei nostri sistemi sanitari con frequenza crescente, e trovano spesso strutture impreparate ad accoglierle in sicurezza.
È in questo contesto che l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani IRCCS di Roma ha avviato, in collaborazione con l’Aeronautica Militare, un corso di formazione avanzata dedicato alla gestione delle emergenze infettive che richiedono alto isolamento. Un percorso che si estenderà fino a ottobre 2026, tra le sedi dello Spallanzani e l’infermeria principale di Pratica di Mare.
Cosa si impara (e perché conta)
Il programma non si limita all’aggiornamento teorico. È costruito attorno a simulazioni realistiche di scenari ad alta criticità, con l’obiettivo di trasformare le conoscenze in capacità operative vere. I partecipanti vengono formati su:
- Identificazione precoce e classificazione dei patogeni ad alto rischio epidemico o pandemico
- Strategie di isolamento e contenimento
- Uso corretto dei DPI ad alto livello di protezione
- Progettazione di percorsi clinico-assistenziali dedicati
- Procedure di decontaminazione e utilizzo dei sistemi di biocontenimento
- Logistica sanitaria in alto biocontenimento, incluso il trasporto terrestre e aeromedico
Quest’ultimo punto è particolarmente rilevante: il trasporto in biocontenimento è uno degli anelli più critici — e più trascurati — della catena di risposta alle emergenze infettive. Spostare un paziente con un agente patogeno ad alto rischio richiede attrezzature certificate, protocolli consolidati e personale addestrato. Non basta un’ambulanza.
Il ruolo del trasporto sanitario specializzato
La collaborazione tra Spallanzani e Aeronautica Militare mette al centro esattamente questo nodo: la capacità di trasportare in sicurezza pazienti affetti da infezioni potenzialmente letali, sia su vie terrestri che aeree, preservando al tempo stesso l’incolumità degli operatori e la catena di contenimento.
È una competenza che richiede una filiera attrezzata: dalle barelle di isolamento agli strettamente connessi sistemi di pressurizzazione e filtrazione, dai protocolli di vestizione/svestizione dei DPI fino alla gestione dei rifiuti a bordo. Ogni elemento di questa catena deve essere progettato, certificato e testato prima che arrivi l’emergenza — non durante.
La posizione di Novamed
In Novamed lavoriamo da anni esattamente su questa filiera. Le soluzioni che sviluppiamo e distribuiamo — dai sistemi di biocontenimento per il trasporto alle attrezzature per l’alto isolamento — nascono dalla consapevolezza che la preparedness si costruisce prima, con investimenti in tecnologia, formazione e protocolli.
Notizie come quella dello Spallanzani ci confermano che il sistema sanitario italiano sta prendendo sul serio questo tema. E ci confermano che il lavoro che facciamo ogni giorno — selezionare, certificare e supportare le strutture nell’adozione di soluzioni all’altezza — ha un senso preciso e urgente.
La prossima emergenza non chiede permesso. L’unica risposta è essere pronti.
Fonte: Quotidiano Sanità, 18 giugno 2026


